Salvator Žitko
ALCUNE NOTE STORICHE SULLA FAMIGLIA E LE ORIGINI DEL POETA FRANCESE PAUL VALÉRY (1871 – 1945)
La famiglia di Paul Valéry, come apparisce dall’albero genealogico, pubblicato nel libro di René Dollot, Un précurseur de l’Unité Italienne. L’aïeul de Paul Valéry: Giulio Grassi (1793-1874), Parigi 1932, deriva da due antiche e illustre nobili famiglie capodistriane: Lugnani e del Tacco. Dal matrimonio tra Giulio de Lugnani e Livia del Tacco nel lontano 1665 e dai loro discendenti in linea maschile e femminile, nel 1824 si arriva al matrimonio tra Giovanna Anna Maria de Lugnani e Giulio Grassi che in quell’anno si sposano a Trieste. Giulio Grassi, di origini genovesi, arriva a Trieste dopo le guerre napoleoniche seguendo il padre. Si dedica al settore assicurativo marittimo e nel 1833 diventa liquidatore patentato e regolatore di avarie, è menzionato però anche tra i fondatori del Lloyd austriaco di Trieste. Presto diventò uno dei personaggi più in vista dell’ambiente commerciale e degli affari a Trieste e allo scoppio della Rivoluzione di marzo nel 1848 invece, per un breve periodo, diventa capo provvisorio della guardia nazionale di Trieste e fu tra i capi dell’Unione italiana. Come membro ardente del Movimento Nazionale Italiano (Risorgimento) mostra le sue inclinazioni antiaustriache e per questo dopo il 1848/49 l’Austria Imperiale rifiuta di nominarlo console del Regno di Sardegna a Trieste. Nel 1850 è costretto a lasciare Trieste e di tornare a Genova, dove nel 1855 fu nominato console sardo a Sète in Francia (in quel periodo ancora Cette), e resta qui fino alla morte nel 1874.
Solo la più giovane delle tre figlie, Marianna Francesca Alessandrina (detta Fanny), aveva seguito il padre in Francia, rimasto vedovo proprio a Sète.. Qui la sua figlia si legò a uno dei personaggi più in vista del luogo, il controllore generale delle dogane Barthélemy Valéry, corso di Bastia e con il quale si sposò il 27 novembre del 1861. Dal matrimonio nascono due figli: Jules Valéry (1863-1938), noto giurista e docente all’Università di Montpellier e il celebre poeta Paul Valéry (1871-1945).
Le due città, Capodistria del periodo veneziano e Trieste asburgica, fanno quindi indelebilmente parte della famiglia di Paul Valéry. Queste due città per secoli sono state in continua concorrenza e sfida tra di loro e solo all’inizio del XIX secolo Capodistria, in seguito alla caduta della Repubblica di Venezia nel 1797 e la perdita del suo ruolo di capitale dell’Istria, cede alla concorrenza di Trieste.
Alla fine degli anni venti dello scorso secolo visita Capodistria René Dollot (1875-1962), il console francese a Trieste di quel tempo (1919-1929), in seguito console a Milano e ad Afghanistan, autore di molti studi letterari e anche di studi di storia del diritto e della diplomazia. Dedicò molti lavori a Stendhal e anche ad altri consoli francesi a Trieste, ma si dedicò con cura anche alla ricerca su Giulio Grassi, o meglio, sui antenati capodistriani e triestini di Paul Valéry. Con il libro menzionato all’inizio, pubblicato nel 1932 a Parigi, ha svelato uno dei capitoli significativi e preziosi della storia recente delle due città del Adriatico settentrionale, cioè Trieste e Capodistria, che con il nome del celebre poeta francese Paul Valéry hanno collegato una parte del loro lungo, movimentato e ricco passato storico e con ciò l’anno avvicinato anche al più vasto ambiente europeo.









